Qualche giorno fa avevamo ‘dato’ la notizia sulla chiusura dell’ippodromo del trotto di Trieste e contestualmente avevamo rilevato che le corse del Montebello erano state ‘ri-spalmente’ sui vicini ippodromi di Treviso e Padova. Ma secondo quanto segnalato da Sergio Celin sulla sua pagina facebook, a Treviso la situazione non è esattamente idilliaca in tema di qualificazione degli ippodromi, procedura per altro appena varata per il 2026 proprio dal Masaf. Ed è proprio al Masaf che Celin si indirizza con le proprie osservazioni.
Alla cortese attenzione del Direttore Generale dell’Ippica c/o il MASAF, Ing. REMO CHIODI;
Alla cortese attenzione del Sig. Sindaco di Treviso, Dr. MARIO CONTE, nella veste di proprietario dell’immobile denominato “IPPODROMO SANT’ARTEMIO”
Con la presente sono a DENUNCIARE la pericolosità della via di fuga nella pista del trotto dell’Ippodromo di Treviso. I PILONI della luce sfiorano i Driver ed i loro Cavalli quando sono in rottura, tant’e’ che la gran parte di loro cercano di evitare di prendere la via di fuga all’interno della pista ma se ci riescono portano il loro Cavallo a galoppare all’esterno della pista. Anche se sono stati ricoperti in parte di “gommapiuma od altro materiale” – UNICO CASO AL MONDO credo (mai visto nulla del genere,in altri Ippodromi Italiani ed all’estero)- se malauguratamente ci si “sbatte” contro a circa 50km all’ora credo che tali ‘protezioni’ servano a ben poco o nulla per salvaguardare l’incolumità di Cavalli ed Uomini! Mi CHIEDO: è mai possibile in tutti questi anni che NON si è riusciti a “spostare” e mettere in sicurezza questi piloni….? Forse aspettiamo il “MORTO”….? Mi auguro proprio di no!!
Circa un mese fa transitavo all’esterno dell’Ippodromo in oggetto. Ho fotografato (vedi immagine) il cancello dell’entrata dalla parte delle scuderie. Era completamente aperto. Non esiste una portineria. Chiunque può entrare ed uscire. Se un Cavallo dovesse scappare lo si ritrova a “spasso” per la città! È “normale” tutto questo?
Esiste una “mensa/trattoria” nelle scuderie per accogliere coloro che vengono a correre da tutta Italia?
Esiste un controllo per l’igiene nella zona scuderie? I box garantiscono il benessere e la sicurezza dei Cavalli e degli Operatori Ippici? Esiste un ristorante nelle tribune e, nel caso, quali servizi offre agli appassionati?
Ho notato, girando attorno al perimetro esterno dell’ippodromo, alcuni tratti del muro di cinta demoliti e “chiusi” da delle transenne. Il motivo di tutto questo?
È lecito poter sapere quando è stata rifatta l’ultima volta la pista del trotto?
È lecito di sapere se nel capitolato della Gestione dell’Immobile Ippodromo, affidata dal Comune di Treviso alla Società NORD EST IPPODROMI Spa, esiste l’obbligo da parte del Gestore, della manutenzione ordinaria dell’immobile e di garantire la sicurezza per gli Operatori Ippici ed i Cavalli stanziali?
“INSPIEGABILMENTE” la Nord Est Ippodromi Spa ha “scelto” di chiudere l’Ippodromo Montebello di Trieste – che NON aveva di queste problematiche di sicurezza nella pista – gettando letteralmente su di una “strada” (OBBLIGO di sgombrare entro 30 giorni, Cavalli e tutto il resto!), famiglie e Cavalli, con il semplice ausilio di una “RACCOMANDATA”…!! VERGOGNA!VERGOGNA!VERGOGNA!
Ultima cosa Dr. Remo Chiodi. Se le varie Commissioni di controllo incaricate dal MASAF hanno ritenuto che nell’Ippodromo di Treviso si può correre nella più totale sicurezza, allora chiedo a TUTTI i componenti e soci della Nord Est Ippodromi Spa (i vari Bovio, Sandi, Moretti, Fraccari, Cescon, Borin,l o stesso Biasuzzi,ecc.) ad alcuni Funzionari del MASAF, a tutte le varie componenti del Mondo Ippico di avere almeno il buongusto di NON riempirsi più la bocca con parole del tipo “BENESSERE” dei Cavalli od altro!!.
Sempre W i nostri adorati ed insostituibili Cavalli e l’Ippica pulita, fatta di sacrifici, duro lavoro, passione e cuore!
Cosa si cela dietro lo sfogo del signor Celin? Si tratta solo del malumore di un appassionato a cui hanno chiuso il Montebello o siamo di fronte a una situazione di incuria in cui l’incidente è dietro l’angolo? Ovviamente, Cavallo Magazine è pronto a raccogliere e pubblicare qualsiasi risposta i destinatari del signor Celin vogliano fornire. Sappiamo che la situazione degli ippordomi in Italia è variegata ed estremamente complessa, con tecnicismi delicati… Si passa da eccellenze a veri carrozzoni che non si capisce come e perché rimangano a galla. E poi dietro c’è tutto un comparto, emorme, fatto di persone, famiglie, cavalli… Dagli allevatori fino agli artieri, con tutto quello che c’è in mezzo. E un altrettanto voluminoso indotto. Affinchè l’ippica italiana smetta di sopravvivere e cominci di nuovo a crescere, tutti devono avere una voce e devono dare il proprio contributo alla buona gestione dell’intero comparto. Sia sotto il profilo dei cavalli, sia sotto quello economico.
Insomma, davvero tanta roba… Che non va dimenticata.
C’è da lavorare!






















